Il Decreto per le liberalizzazioni, di cui si attende a breve la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, contiene importanti novità che riguardano da vicino il settore energetico.
Una di queste è il significativo aumento di competenze affidate all’ AEEG, alla quale è stata affidata (almeno temporaneamente) anche l’onere della regolazione dei trasporti trasformandola in una vera e propria Autorità delle Reti ed Infrastrutture sul modello già sperimentato in altri paesi europei.
La disposizione, stabilita dal governo lo scorso Venerdì e che dovrebbe diventare effettiva entro Giugno, è stata stabilita allo scopo di ottenere un maggior controllo delle regole di mercato oltre che sulle tariffe di luce e gas come avvenuto finora, anche su quelle dei trasporti e delle infrastrutture, assicurando al contempo l’esistenza di un sistema concorrenziale aperto anche ad altri operatori.
La notizia, come del resto altre contenute nel Decreto, ha suscitato preoccupazione e qualche dubbio sul fatto che l’Autorità sia in grado di gestire anche questa responsabilità, ma va sottolineato, come già accennato che modelli analoghi sono già in funzione in altri paesi europei, come ad esempio in Germania dove la Bundesnetsagentur svolge la stessa funzione.
Altro importante punto contenuto nel documento e suggerito dal chiaro limite competitivo posto da un gestore delle reti di trasporto e distribuzione in mano al principale fornitore di gas ex-monopolista, è la scelta di optare per una piena separazione societaria tra Eni e Snam Rete Gas. Nelle intenzioni del provvedimento, questa mossa dovrebbe aiutare i fornitori di gas, quindi in ultima analisi i clienti finali, a negoziare competitivamente contratti di importazione, trasporto e distribuzione del gas nazionale, ottenendo contratti ai prezzi più vantaggiosi.
La scelta della separazione proprietaria, che si spinge oltre le raccomandazioni di separazione funzionale contenute nel terzo pacchetto energia dell’Unione Europea, era già definita con la legge n. 290/03, che aveva disposto che "nessuna società operante nel settore della produzione, importazione, distribuzione e vendita dell’energia elettrica e del gas naturale, anche attraverso società controllate o controllanti (…) possa detenere, direttamente o indirettamente, a decorrere dal 1° luglio 2007, quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sono proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto di energia elettrica e di gas naturale." Quest’ultima però non era mai riuscita a vedere la luce finora a causa di continue proroghe concesse dai precedenti governi.
La separazione dovrebbe risultare effettiva in non prima di sei mesi dall’emanazione del decreto, che demanda ad una legislazione apposita ancora da definire le regole di separazione e riassetto societario. l’Autorità avrebbe poi facoltà di stabilire nuove norme che le consentirebbero di definire anche le tariffe del "Mercato di Maggior Tutela" che finora venivano negoziate trimestralmente in base ai contratti stipulati con Eni. Con la fine del monopolio Eni le tariffe dovranno rifarsi ai parametri dei contratti spot legati ai regimi di concorrenza.
Questo piano, che fa parte di un progetto più ampio di ridefinizione del sistema energetico nazionale, vedrà coinvolte anche le energie rinnovabili che beneficeranno di maggiori incentivi e le società petrolifere attraverso la promozione delle estrazioni sia in mare che a terra, concedendo vantaggi economici ai territori che ospiteranno gli impianti di estrazione e diminuendo la distanza minima di estrazione di idrocarburi dalla costa che passa da 12 miglia a 5.
Come accennato in apertura le novità sono molteplici e sarebbe impossibile elencarle tutte, ma se siete interessati a visionarle o ad approfondire alcuni aspetti vi riportiamo di seguito il link per scaricare la bozza completa e vi invitiamo a contattare UPL per eventuali chiarimenti.