L’Aeeg approva l’aumento della remunerazione per gli investimenti di rete per il 4° periodo regolatorio.

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  • L’Aeeg approva l’aumento della remunerazione per gli investimenti di rete per il 4° periodo regolatorio.

    9 Jan 2012

    Nel nostro articolo del 5 Dicembre avevamo parlato delle perplessità manifestate dai gestori della trasmissione e della distribuzione nei confronti della proposta presentata dall’Aeeg ai primi di Dicembre riguardante una possibile diminuzione delle remunerazioni sugli investimenti.


    La diminuzione secondo questi ultimi avrebbe causato una brusca frenata degli investimenti sulle reti, fondamentali per il conseguimento degli obiettivi imposti dalla UE.


    Terna ha potuto quindi tirare un sospiro di sollievo grazie all’approvazione dei nuovi piani tariffari per il quadriennio 2012 – 2015 per le attività di trasporto, distribuzione e misurazione dell’elettricità che prevedono una remunerazione maggiore al gestore della rete di trasmissione e alle società di distribuzione.


    Le nuove tariffe riconosciute per il trasporto in alta tensione, ovvero per Terna, prevedono un aumento del rendimento, che passerà dal 6,9% attuale al 7,4% per gli investimenti realizzati fino al 31 dicembre 2011 e dell'8,4% per quelli fatti dal primo gennaio 2012. Per la distribuzione l'aumento sarà dal 7% al 7,6% per gli investimenti fino al 31 dicembre dello scorso anno e all'8,6% per quelli a partire dal primo gennaio.


    La maggiorazione stabilita dal quarto periodo regolatorio non sarà comunque a costo zero per la collettività: l'Authority ha precisato che gli aumenti disposti comporteranno un incremento globale in tariffa corrispondenti a un aggravio dello 0,7% della bolletta annua di un utente domestico tipo, al netto delle tasse. Anche per i più grandi consumatori non domestici i rincari saranno simili e considerando gli oneri di distribuzione trasmissione e dispacciamento peseranno in bolletta per circa lo 0,76%.


    In termini pratici, le nostre simulazioni mostrano che le nuove tariffe si traducono in un aumento di 120€/anno per un punto di fornitura in bassa tensione con consumo di 100.000 kWh, mentre l’equivalente in media tensione, con consumo di 1.000.000 kWh/anno vedrá un aumento di 1.100€ nello stesso periodo.


    Le nuove disposizioni hanno avuto il loro impatto anche su Piazza Affari, dove Terna non aveva certo brillato negli ultimi mesi. Il titolo dell’azienda ha infatti mostrato una forte performance in apertura d’anno, arrivando a guadagnare fino al 5% in un singolo giorno di contrattazioni e risultando miglior titolo tra le blue chip.

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