Terna pubblica i dati preliminari sulla domanda elettrica del 2011: + 0.6% rispetto al 2010.

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  • Terna pubblica i dati preliminari sulla domanda elettrica del 2011: + 0.6% rispetto al 2010.

    16 Jan 2012

    Secondo i dati preliminari pubblicati da Terna nei giorni scorsi, la domanda di elettricità è salita in Italia per il secondo anno consecutivo nel 2011, dopo la flessione del 5,6% registratasi nel 2009.


    I primi dati provvisori fanno infatti segnare un leggero aumento dello +0,6% della domanda, pari ad una richiesta totale di 332,3 miliardi di kilowattora.


    A fare da traino per questo incremento sono state la Sicilia con un +2,2% e la Lombardia che ha fatto registrare un importante +2,6%. Più contenuto l’aumento della domanda del Triveneto (+0,5%), del Centro (+0,4%) ed del Sud isole escluse (+0,3%). Uniche aree a registrare una flessione sono state la zona Nord Ovest (-2,6%) e la Sardegna (-1,4%).


    Nel 2011 l’86,3% della domanda di energia elettrica è stata soddisfatta con produzione nazionale di cui: 64,7% termoelettrica, 14,3% idroelettrica, 2,9% eolica, 2,8% fotovoltaica, 1,6% geotermica e il restante 13,7% dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio la produzione nazionale netta, pari a 289,2 miliardi di kWh, è in diminuzione dello 0,5% rispetto all’anno precedente; risultano in aumento la produzione da energia geotermoelettrica (+5,2%), eolica (+5.7%) e fotovoltaica (+394%), in calo invece le fonti idroelettrica (-11,4%) e termoelettrica (-1,6%).


    Nel mese di Dicembre 2011, la quantità di energia richiesta pari a 27,3 miliardi di kWh ha fatto registrare una flessione del 5,0% rispetto a Dicembre 2010, dovuto probabilmente al fatto che le temperature per questo inverno non sono ancora state particolarmente rigide a differenza dello scorso anno. La variazione destagionalizzata della domanda elettrica di Dicembre 2011 ha fatto registrare un decremento dello 0,5% rispetto al mese precedente. Il profilo del trend conferma un andamento negativo.


    In particolare nell’ultimo mese del 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’84,7% con produzione nazionale e per la quota restante (15,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,4 miliardi di kWh) si è contratta dell’11,3% rispetto allo stesso mese del 2010; in aumento le fonti di produzione eolica (+29,8%) e fotovoltaica (+458,7%), in flessione le fonti idroelettrica (-31,9) e termoelettrica (-11,8%); invariata la produzione geotermica (0,0%). A livello territoriale, la variazione di dicembre 2011 è risultata ovunque negativa e poco differenziata: -5,6% al Nord, -4,2% al Centro e -4,5% al Sud. Nell’arco dei dodici mesi del 2011 la domanda di energia elettrica è risultata in progresso del +0,6% rispetto al 2010; a parità di calendario la variazione risulta pari a +0,7%.


    Secondo il Documento "Previsivo Osservatorio Energia" pubblicato dal REF (Ricerche per l’economia e & la Finanza), nonostante la leggera ripresa della domanda registrata nel 2011, il contesto macro economico nazionale ed europeo non lascia purtroppo spazio ad un grande ottimismo per il 2012 indicando infatti come più probabile un quadro di recessione. Vi sono però elementi che potrebbero mitigarne gli effetti. A sostenere un quadro più positivo potrebbe contribuire la dinamica dei mercati finanziari. Se le intenzioni di sostenere i debiti sovrani europei con ingenti iniezioni di liquidità si dovessero concretizzare, i mercati finanziari potrebbero far aumentare la confidence degli investitori, con la conseguente riduzione della stretta creditizia che le banche stanno attualmente adottando. Se questo accadesse il PIL italiano potrebbe registrare un aumento dello 0.4 %, determinando un aumento della richiesta di energia pari ad un +1%.

    A sostenere un quadro più positivo potrebbe contribuire la dinamica dei mercati finanziari. Se le intenzioni di sostenere i debiti sovrani europei con ingenti iniezioni di liquidità si dovessero concretizzare, i mercati finanziari potrebbero far aumentare la confidence degli investitori , con la conseguente riduzione della stretta creditizia che le banche stanno attualmente adottando. Se questo accadesse il PIL italiano potrebbe registrare un aumento dello 0.4 %, determinando un aumento della richiesta di energia pari ad un +1%.

    Se invece dovesse protrarsi nei prossimi mesi i sentimenti di titubanza ed incertezza fin qui manifestatisi che stanno coinvolgendo la BCE e la UE, con conseguente ritardo nell’attuazione dei meccanismi di sostegno prima citati, la situazione potrebbe rivelarsi ancora più fosca con una caduta del PIL dello 1.,1% e con un conseguente decremento della domanda energetica dell’ 1,4%.


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