Driver di medio termine sui prezzi energetici italiani: le ultime da Parigi e Mosca.

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  • Driver di medio termine sui prezzi energetici italiani: le ultime da Parigi e Mosca.

    20 Feb 2012

    Dopo gli sbalzi dei mercati energetici a cui abbiamo assistito nell’ultima settimana, dovuti all’eccezionale ondata di freddo e alla carenza di rifornimenti, vi riferiamo altre novità che potrebbero influenzare il mondo del mercato energetico nel prossimo futuro.


    Per quanto riguarda l’elettricità:


    La francese EDF ha annunciato giovedì tramite il suo Amministratore delegato Henri Proglio, l’intenzione di aumentare il costo dell’energia elettrica generata da centrali nucleari e soggette al meccanismo ARENH dai 42 €/MWh a 49.50 €/MWh.


    Il meccanismo di mercato ARENH ("Accès Régulé à l’Electricité Nucléaire Historique") è entrato in vigore nel Luglio 2011 come parte delle riforme del mercato energetico e stabiliva che il gigante EDF vendesse una quota della propria energia nucleare ai suoi concorrenti ad un prezzo fisso pari a 40€/MWh per tutto il 2011.


    Già aumentato a 42 €/MWh all’inizio di Gennaio 2012, arriverà ora a 49.50 €/MWh, necessari secondo Proglio alla copertura dei futuri investimenti necessari alla manutenzione delle centrali nucleari.


    EDF stima infatti che siano necessari 55 miliardi di € di investimenti per estendere la vita dei suoi 58 impianti nucleari tra i 10 ed i 40 anni, inclusi i circa 10 miliardi necessari a soddisfare le nuove regole di sicurezza post-Fukushima dettate dall’ ASN (Autorité de Sureté Nucléaire).


    Le proiezioni di costi fornite da EDF sono supportate da un recente rapporto della corte dei conti, l’ufficio di revisione dello stato, che aveva l’incarico di effettuare uno studio sui costi di produzione dell’energia nucleare.


    Anche se non é ancora chiaro in che misura questa variazione impatterá il prezzo di vendita dell’elettricitá in Italia, é importante ricordare come parte del fabbisogno nazionale sia coperto da importazioni dal paese d’oltralpe che pesano soprattutto nelle fasce di fuori picco e notturne.


    Altra interessante notizia riguardante invece l’ambito Gas è l’annuncio da parte di Gazprom, pubblicato sul Financial Times, dell’intenzione di ridurre di circa il 10% i prezzi dei contratti a lungo termine stipulati con alcuni partner europei.


    Lo sconto è stato reso possibile dal graduale de-coupling tra prezzo del gas e del petrolio. Il taglio infatti è legato al profondo cambiamento avvenuto nel mercato del gas grazie al boom del gas di scisto negli Stati Uniti che ha portato ad una diminuzione delle forniture di LNG agli Usa, dirottando questo tipo di prodotto verso l'Europa. I contratti di lungo periodo della Gazprom sono indicizzati sul prezzo del petrolio, ma l'abbondanza d'offerta di gas liquido ha spinto i clienti a chiedere di passare a un prezzo di mercato.


    "I nostri partner ci chiedono da tempo di rivedere i nostri prezzi, … abbiamo quindi corretto i parametri della nostra formula, che ha portato ad una riduzione media dei prezzi del 10%." Ha affermato Alexander Medvedev durante l’intervista.


    Stando al rapporto per ora la rinegoziazione dei prezzi dei contratti a lungo termine è stata già effettuata con alcuni dei suoi clienti chiave come la turca Botas, la slovacca SPP, la francese GDF Suez, la tedesca Wingas.


    Ipotizzando anche per Eni uno sconto del 10% sui prezzi di acquisto, o leggermente superiore, si potrebbe avere per la società del Cane a sei zampe un risparmio consistente.


    Si ipotizza un risparmio di circa 500 milioni di euro all'anno per il 2012 e di altri 500 milioni, retroattivi, per il 2011. Un ulteriore beneficio di 300 milioni potrebbe venire quest'anno dalla ripresa degli approvvigionamenti di gas dalla Libia.


    Secondo gli analisti di mercato la rinegoziazione avrà quindi un impatto positivo sul 2012.

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